sabato 26 gennaio 2008

La carica dei 101 (e piú animali)


Grazie ai loro cani dalmata Pongo e Peggie, lo squattrinato musicista Rudy e la bella Anita si incontrano e si sposano. Ma sul matrimonio incombe l'ombra della perfida ex compagna di scuola di Peggie Crudelia De-Mon che vorrebbe farsi una pelliccia con le pelli dei cuccioli che Peggie sta aspettando. Un giorno Crudelia irrompe in casa di Anita per controllare quanti cuccioli sono nati. Ma il parto di Peggie è ancora lontano: mancano alcune settimane. Rudy si rinchiude nel suo studio e le dedica una canzone famosissima. Eccola (ma con una piccola sorpresa):






Oggi vi proponiamo di modificare la canzone di Rudy, come abbiamo fatto noi.
Trovate dei nomi di animali che finiscono in on(e) e scriveteli in commenti.
Buon divertimento!


venerdì 25 gennaio 2008

Un fantastico bestiario


L'Anatram
L'Anatram è un uccello palmipede domestico col becco largo ed appiattito che viene allevato dalle aziende municipali ed utilizzato per il trasporto pubblico cittadino.

Il Tritoner
Il Tritoner è un piccolo anfibio di acqua dolce ormai in via di estinzione, causa l'aumento smodato della produzione di fotocopiatrici e stampanti per computer.

La Libruttula
La libruttula è la brutta copia della più conosciuta e amata Libellula. Ha un volo sgraziato, il corpo ricoperto da peli e bitorzoli, una sola antenna ed emana una puzza nauseante.

Il Ragnoschiuma
Della famiglia degli Aracnidi puliti, il Ragnosciuma si è adattato a vivere nelle case dell'uomo ed in particolare nei bagni forniti di vasca. Il Ragnoschiuma è molto ben accetto dall'uomo in quanto costruisce bagnatele che si rivelano ottimi sostitutivi dei saponi liquidi.

Lo Struzzicadente
Grande uccello africano, lo Struzzicadente ha lunghe e robuste zampe, un lungo collo, piume pregiate ed un finissimo becco appuntito col quale si nutre dei frammenti di cibo rimasti tra i denti degli altri animali che, per il servizio igienico, evitano di cacciarlo.

Il Pandaluso
Il Pandaluso è un mammifero dal manto bianco e nero abitante nella Spagna meridionale ormai a rischio di estinzione.

Il Tirocigno
Bellissimo palmipede dal piumaggio bianco, il collo lungo ed il becco giallo e nero. il Tirocigno trascorre lunghi periodi di addestramento pratico prima di intraprendere qualsiasi attività

Gianni Zauli, Bestiario dell’Impiegatto, illustrato da Davide Reviati, VACA Edizioni, Russi (RA) 2001.

Prova anche tu a creare qualche animale di fantasia.


17 gennaio: Sant' Antonio Abbate. La benedizione degli animali

Sia in Italia che in Spagna il 17 gennaio si festeggia Sant'Antonio Abbate, protettore, fra l'altro, degli animali. È tradizione perciò che i padroni portino i loro animali domestici in luoghi convenuti di ogni città affinché ricevano la benedizione da parte di un sacerdote.



Naturalmente gli umani si scatenano e addobbano i loro animali - talvolta riluttanti - perché facciano bella figura e appaiano, almeno secondo loro, al meglio!!


E QUALCHE VOLTA ESAGERANO...









Ma..., d'altra parte, il giorno della benedizione è anche un osservatorio privilegiato di un noto fenomeno che merita tutta nostra attenzione: le somiglianze fra animali e padroni!





Giochiamo insieme al

gioco delle somiglianze

Guardate qua e votate. Qual è la coppia più somigliante?

Dovete giustificare il vostro voto elencando le somiglianze fra i padroni e i loro umani. Non solo: dovete dare il nome ai vostri prescelti.


Buon divertimento!!

Il gioco delle somiglianze

Coppia nº 1











Coppia nº 2





Coppia nº 3




Coppia nº 4





COPPIA Nº 5






COPPIA Nº6


ESPRIMETEVI!!













mercoledì 23 gennaio 2008

ogni singola parola è una tempesta di gesti (adriano spatola)











Oltre ai pesci o agli uccelli altri oggetti vengono nominati con una singola parola: SPATOLA.



(1) Rintracciane degli altri sul vocabolario e, se ti va, anche sul flickr per trovare delle immagini belle.




Un poeta totale, Adriano Spatola, ci farà giocare ancora una volta con la lingua, con la lingua italiana. Il testo che alleghiamo è stato scritto da un altro poeta, suo amico, Giovanni Fontana, pure lui -come no!- con cognome polisemico!!

Mai dire mai dunque in materia linguistica: i soliti argomenti grammaticali, gli articoli determinativi, delle primissime lezioni ci mettono ancora in difficoltà.

(2)
“La” oppure “Il” Fontana?
“La” oppure “Lo” Spatola?

In questo caso il Fontana dedica questa poesia allo Spatola. La spatola si immedesima nel cognome del poeta, Spatola, per produrre queste sovrapposizioni e questi giochi retorici che li scambiano, li impastano, li confondono, dando alla luce appunto il testo poetico che riportiamo, ceduto gentilissimamente dall’autore per verbamoltant.


IN GIARDINO IN GIARDINO UNA SPATOLA NELL’ACQUITRINO
Giovanni Fontana


ohibò
sbilenco su una zampa
ora in sittantelenco
tu
che non amavi volare fino a ieri
[sgamba catrampa svampa
zompettando spampa
ma con difficoltà]
: [ché di famiglia son zoppi i trampolieri]
(o si tratta di anatra cangiante
che spaperacchia e sguazza il mestolone)
(impone sprazzi suppongo
fitta fitta
che l’arboricola sitta lascia frullare)
ma più che strano appare
a me che sento stanco dentro naufragare
l’eco ionizzante di beffe
e i contraccolpi fieri del tuo volume implume
il fatto che tu sia
classificato ora
per gioco d’ironia voglio sperare
nel gruppo degli acquatici

che scherzi fai a un vecchio taverniere
che afflitto colma
nel bicchiere alticcio
sì grande solitudo

non penserai di barattare vino
richiami rarefatti
baluginanti lontane risonanze
lanciate in connessione ad effetti tam tam
in pressioni (iam)
ex pansioni festose (van)
della tua panciacuore

non penserai di barattare
(grassi spassi)
le altalene dei tassi
le umorali scommesse
diaboliche per ritmo e per colore
sconnesse per sapore-odore
per calore di pelle e di cellule nervose
per energie torbide e accese

non penserai di farlo
con grige acque stagnanti
per morte orizzontale per limi e torbe
che zucchera penosa
in zana lenta
le bellule le bisce le larve di zanzara

sbeccolare al ginocchio
nel fango de’ molluschi
(chiocchio)
nell’humus verminante
di nude pulci d’acqua intriso

pur su una sola zampa
un becco a spatola allarga la geometria del fronte

uccelli
uccelli belli
meglio godersele le parole
affogando nei liquori propri
(secchi o rotondi)
(come anfibi o pesci)
bellichebelli e uccelli
e azzurri
ma nno i pennuti d’acqua

intanto i passeri
che imparano a brindare
ghermiscono rapaci
beata ambiguità


[settembre 1988]

In giardino in giardino una spatola nell’acquitrino in:
- Il richiamo della poesia, a cura di Carlo Alberto Sitta, Edizioni del Laboratorio, Modena, 1989


(3) Leggetelo ad alta voce, giocate con la fonetica, godetevi le immagini e soprattutto divertitevi.


Sia per Adriano Spatola che per Giovanni Fontana wikipedia offre una minima rassegna delle relative opere, google apre un immenso catalogo di riferimenti, noi vi riamandiamo, tanto per cominciare a invogliarvi, a due siti

Imperfetta Ellisse
Torno su Adriano Spatola, nel tentativo di dare un'idea un pò più ampia delle sue ... Tags: adriano spatola, avanguardia, poesia visiva, zeroglifici ...ellisse.altervista.org/index.php?/archives/188-Adriano-Spatola-Zeroglifici.html -
Adriano Spatola
Adriano Spatola (1941-1988), un vero personaggio per la grande mole, il vitalismo, il carattere irruento, la creatività, le doti di maieuta, ...www.ulu-late.com/atlante/spatola.htm -



Adriano Spatola - Wikipedia
Adriano Spatola (nato a Sapjane, in Jugoslavia, dove suo padre prestava servizio militare, il 4 maggio 1941, morto a Sant'Ilario d'Enza il 23 novembre del ...it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Spatola -
Giovanni Fontana (poeta) - Wikipedia
Giovanni Fontana (nato a Frosinone nel 1946), poeta e performer, lega la sua attività di scrittore a ricerche in campo sonoro e visivo. ...it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Fontana_(poeta) -

martedì 22 gennaio 2008

La quercia del Tasso


Quell'antico tronco d'albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand'essa era frondosa.
Anche a quei tempi la chiamavano così. Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide. Meno noto è che, poco lungi da essa, c'era, ai tempi del grande e infelice poeta, un'altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi.
Un caso.
Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la t maiuscola e della quercia del tasso con la t minuscola. In verità c'era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall'altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso.
Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano "il tasso del Tasso"; e l'albero era detto "la quercia del tasso del Tasso" da alcuni, e "la quercia del Tasso del tasso" da altri.
Siccome c'era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch'egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: "E' il Tasso dell'olmo o il Tasso della quercia?".
[…]
Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: "il tasso del Tasso".




Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l'animaletto venne indicato come: "il tasso del tasso del Tasso".
Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all'ombra d'un tasso perché non ce n'erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: "il tasso barbasso del Tasso"; e Bernardo fu chiamato: "il Tasso del tasso barbasso", per distinguerlo dal Tasso del tasso.
Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell'animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso.
Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.

(Achille Campanile, Vite degli uomini illustri)

Cerca sul dizionario tutti le accezioni di tasso, e scrivile in commenti.



lunedì 21 gennaio 2008

Facciamo il solletico al drago che dorme?

(foto da internet)

Di che cosa stiamo parlando? Ma di Harry Potter, ovviamente! Vi proponiamo alcuni giochi sulla traduzione dei libri della saga del celebre maghetto inglese.

Primo gioco:

  1. Il direttore della casa Serpeverde Severus Snape è, in italiano, Severus Piton. Il cognome Snape è stato tradotto in Piton per la somiglianza fonetica di Snape a snake, che significa, appunto, serpente.
  2. Il professor Horace Slughorn è Horace Lumacorno, da slug>lumaca e horn>corno.

  3. Rowena Ravenclaw (da raven>corvo e claw>artiglio) era stata trasformata in Priscilla Pecoranera. Quando il nome della casa è stato cambiato da Pecoranera a Corvonero il nome è stato modificato in Priscilla Corvonero e poi in Cosetta Corvonero.

Secondo gioco:

  1. Un esame di Hogwarts viene denominato nell'originale O.W.L. (gufo): Ordinary Wizarding Level. In italiano la traduzione è G.U.F.O., acronimo che sta per Giudizio Unico per Fattucchieri Ordinari.

Terzo gioco:

  1. Le lettere che esplodono e urlano si chiamano howlers nell’originale: il gioco di parole è tra owl>gufo (dato che sono i gufi a recapitare la posta) e to howl>urlare, ma howler significa anche strafalcione. In italiano howler è tradotto con strillettera.

Quarto ed ultimo gioco:

  1. A Hogwarts, Harry Potter va a lezione in Case dai nomi suggestivi: Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero, o meglio, Pecoranera. Era infatti quest'ultimo il nome di una Casa di Hogwarts fino al terzo volume delle avventure del maghetto, mentre da Harry Potter e il Calice di fuoco, Pecoranera diventa inspiegabilmente Corvonero. L’editore italiano di Harry Potter ha spiegato che si è cercato di adottare un nome più fedele al testo originale in quanto lo stemma di Hogwarts (che comprende i quattro animali-simbolo delle Case: un leone, un serpente, un tasso e un rapace) sarebbe stato presente su altri prodotti.

Come sono stati tradotti questi nomi in spagnolo e/o in catalano (e in altre lingue, se volete)? Quale sarebbe una traduzione alternativa, se si volesse seguire il gioco del traduttore italiano?

domenica 20 gennaio 2008

Vi piacciono il cinema e la letteratura?



Riassunto

Montalbano, alla ricerca di armi della mafia, scopre in una grotta una camera segreta, dove sono sepolti due giovani assassinati. A vegliare su di loro un misterioso cane di terracotta.


Comparate la descrizione della scena fatta da Camilleri e lo spezzone del film. Quali differenze ci sono? Parlatene in gruppi di tre /quattro persone.

Cercate le parole che non capite usando i dizionari online su uno dei nostri blog.

“...All'ingresso della grotta del crasticeddru c'erano gia Prestìa, il cognato giornalista di Galluzzo, e un operatore il quale s'era portato appresso due grandi lampade a batteria.

Montalbano taliò di traverso Galluzzo.

«Sa» disse questi arrossendo «dato che lei l'altra volta gli ha dato il primisso...».

«Va bene, va bene» tagliò il commissario.

Trasirono nella grotta delle armi e quindi, su indicazione di Montalbano, Fazio, Germanà e Galluzzo si misero al lavoro per levare le pietre che erano come saldate l'una all'altra. Travagliarono per tre ore buone, magari il commissario, Prestìa e l'operatore faticarono, dando il cambio ai tre uomini. Poi, finalmente, la parete venne abbattuta. Come aveva detto Balassone, videro chiaramente il corridoietto, il resto si perdeva nello scuro.

«Vai tu» disse Montalbano a Fazio.

Questi pigliò una torcia, strisciò panza a terra, sparì. Pochi secondi dopo ne sentirono la voce stupita:

«Oh Dio, commissario, venga a vedere!».

«Voi entrate quando vi chiamo io» disse Montalbano a tutti, ma in special modo al giornalista che a sentire Fazio aveva avuto come uno scatto e stava per buttarsi panza a terra e strisciare.

La lunghezza del corridoietto equivaleva praticamente a quella del suo corpo. In un attimo si ritrovò dall'altra parte, addrumò la sua torcia. La seconda grotta era più piccola della prima e dava subito l'impressione d'essere perfettamente asciutta. Proprio in centro c'era un tappeto ancora in buono stato. A sinistra in alto del tappeto, una ciotola. A destra, in corrispondenza, un bùmmolo (1). Faceva vertice di triangolo rovesciato, nel lato inferiore del tappeto, un cane pastore di terracotta, di grandezza naturale. Sopra il tappeto, due corpi incartapecoriti, come nei film dell'orrore, abbracciati.

Montalbano sentì mancargli il respiro, non arriniscì ad aprire bocca. Chissà perché gli tornarono a mente i due giovani che aveva sorpreso nell'altra grotta mentre facevano all'amore. Del suo silenzio ne approfittarono gli altri che, non resistendo, trasirono l'uno appresso all'altro. L'operatore addrumò le lampade, cominciò una ripresa frenetica. Nessuno parlava. Il primo a riprendersi fu Montalbano.

«Avverti la Scientifica, il giudice e il dottor Pasquano» disse....”

Andrea Camilleri: Il cane di terracotta, pp 120/121. Sellerio. Palermo, 2002

(1) Bùmmolo: recipiente di terracotta in dialetto siciliano.



Comprensione:

Scegliete la risposta corretta ad ogni domanda:

  1. Dove si trovano i personaggi?
    1. Al bar
    2. In una grotta
    3. In un palazzo in costruzione

  1. In quanti sono?
    1. In due
    2. In sette
    3. In quattro

  1. Che stanno facendo?
    1. Scavare un pozzo
    2. Aprire un buco nella parete
    3. Riparare un muro

  1. Che cosa trovano?
    1. Due cadaveri
    2. Uno scheletro
    3. Un tesoro

  1. Che animale c’è?
    1. Un leone
    2. Un cane
    3. Un gatto

  1. Che altro c’è?
    1. Alcune monete
    2. Un piatto con del cibo
    3. Due piatti e un coltello

Quale pensate sia il ruolo del cane nel romanzo? Partendo dalle parole sottostanti, cercate su Internet.

«...Il nome del cane è Kytmyr» fece El Madami «ma lo chiamano anche Quotmour. Lo sa?»...”

Andrea Camilleri: Il cane di terracotta, p. 225


Montalbano e i suoi uomini


Alcuni link:

Il cane di terracotta

Andrea Camilleri

Vigata.org

E adesso potete vedere il film:

scheda>>

film>>


sabato 19 gennaio 2008

che animale è, se lo è?




falsi amici, veri nemici!!

Che cosa pensano?


Pensiero (collettivo) dei pesci:


Ma si può andare in giro così?!




Pensiero di Pallino:





Io non ci capisco niente!





Pensiero di Tom:



Ogni anno di quest'epoca è un disastro !






Pensiero di Cloe:



Speriamo di non incontrare nessuno!!







altre idee? Altre interpretazioni? Rispondete in "Commenti" , indicando a quale personaggio vi riferite.





venerdì 18 gennaio 2008

Falsi alterati



Se il tacchino non è un tacco piccolo e se i moscardini non sono dei piccoli moscardi, trova che cosa non sono i seguenti alimenti:

salmone
animella
nasello
rombetto
sacchetto
canestrello

giovedì 17 gennaio 2008

Ciao, vi va di giocare con me?

Cari ragazzi,
Sono la PAROLA e voglio giocare con voi.
Ogni volta mi vestirò con un abbigliamento diverso.

Questa volta sono un ANIMALETTO.
Quali sono gli animali che vi piacciono di più?
Avete delle mascotte?
Oggi vi invito a visitare un podere. Indovinate gli animali che troveremo.
Ah, volete imparare una canzone? S'intitola Nella vecchia fattoria.
Prima dovrete ascoltarla e dopo, insieme a me, dovrete completare le caselle vuote.
Se avete vicino il babbo, la mamma, la sorella, il fratello, lo zio o un amico con voglia di ridere, potete cantarla insieme! È molto divertente!
Aspetto i vostri commenti.

Allora, ci vediamo! Vado a cercare il prossimo vestito...